
Quaderno terzo/4.
I processi psichici e la formazione dell'individuo.
 (Capitolo Nove del manuale di L. Ardiccioni, Filosofia, 3, G.
D'Anna, Messina - Firenze). L'indicazione vedi manuale rimanda
alla pagina di questo volume).

L'origine della psicologia come scienza autonoma.
Nella seconda met dell'Ottocento la psicologia,  tradizionalmente
compresa all'interno della filosofia come studio dell'anima,
conquista una propria autonomia definendo un suo specifico oggetto
di indagine e adottando metodi di ricerca sperimentali, si
conferisce un carattere scientifico e non pi essenzialmente
filosofico.
Le ricerche sperimentali nello studio del cervello e del sistema
nervoso  facevano intravedere la possibilit di mettere in
relazione le sensazioni (prodotte da stimolazioni che agiscono sui
nervi) con le funzioni del cervello e con gli stati mentali
dell'individuo. Si diffondeva l'idea di una base biologica dei
processi psichici e della possibilit di indagare con gli stesi
metodi sperimentali propri delle scienze naturali anche i
contenuti fondamentali della coscienza costituiti dalle
sensazioni.
Il contributo maggiore in questa direzione  stato dato da tre
scienziati tedeschi che furono insieme medici, fisici e fisiologi:
Theodor Gustav Fechner (1801-1887) che con le sue ricerche di
psicofisica si propose di misurare le sensazioni del soggetto in
relazione alle variazioni di intensit degli stimoli fisici
provocati dallo sperimentatore e ne ricav una legge generale (la
grandezza soggettiva di una sensazione  misurata dal logaritmo
della grandezza fisica del suo stimolo); Hermann Ludwig Ferdinand
von Helmholtz (1821-1894) cui si devono studi fondamentali sul
sistema nervoso (riusc a misurare la velocit dell'impulso
nervoso), sulla vista e sull'udito, che costituirono un
riferimento importante anche per la psicologia, da lui concepita
come un ramo della fisiologia sperimentale); Wilhelm Max Wundt
(1832-1920) cui spetta il merito di avere definito con chiarezza
l'oggetto di indagine, i metodi e i presupposti teorici su cui
doveva fondarsi la psicologia sperimentale per conquistare la sua
piena autonomia come scienza.
Wilhelm Max Wundt istitu a Lipsia, nel 1879, il primo laboratorio
di psicologia sperimentale, dotato di strumenti specifici per la
ricerca psicologica, dove furono definite le procedure e le
tecniche per questo nuovo tipo di indagine. Wundt defin la nuova
scienza psicologia fisiologica: essa traeva dalla fisiologia i
suoi metodi, ma se ne distingueva per il fatto che, mentre il
fisiologo studia i processi attraverso i quali le sensazioni
giungono alla mente, lo psicologo studia l'esperienza immediata e
cosciente delle sensazioni. Secondo l'impostazione
dell'associazionismo, infatti, i contenuti della mente cosciente
possono essere scomposti nelle loro unit semplici (sensazioni,
immagini, sentimenti) per giungere poi a individuare le leggi di
associazione che danno origine a stati psichici complessi  (vedi
lettura 1 e Quaderno terzo/2, lettura 52).
Alla scuola di Lipsia si formarono i primi psicologi sperimentali
europei e americani, che fondarono poi nei loro paesi laboratori
analoghi. Alla diffusione dei presupposti teorici e metodologici
elaborati da Wundt si affiancarono ben presto le critiche, per la
loro impostazione riduttiva e meccanicistica della vita psichica e
per i limiti che ponevano al campo di indagine. Dal dibattito che
ne segu presero avvio - a partire dalla fine dell'Ottocento - le
prime differenziazioni nel campo della psicologia scientifica e si
svilupparono i diversi indirizzi psicologici, ciascuno con una
propria concezione della vita psichica, con una propria
metodologia e con un proprio oggetto di indagine@#@#..i
